ANSIA DA RIENTRO A SCUOLA: QUANDO PREOCCUPARSI PER NOSTRO FIGLIO?

Settembre porta con sé il ritorno a scuola, ma anche nuovi orari, nuovi insegnanti, nuovi compagni e, per alcuni ragazzi, una dose importante di preoccupazione.

  • “Non voglio tornare a scuola.”
  • “Ho paura di non essere all’altezza.”
  • “Non riesco a dormire.”
  • “Mi fa male la pancia ogni mattina.”

Sono segnali che possono comparire nei giorni del rientro e che non sempre sono facili da interpretare per un genitore.

 

È NORMALE AVERE ANSIA PRIMA DI TORNARE A SCUOLA?

 

Un certo livello di preoccupazione può essere del tutto normale.

Dopo la pausa estiva è necessario riabituarsi ai ritmi quotidiani, alle responsabilità e agli impegni scolastici. Per un adolescente, inoltre, il ritorno a scuola significa anche tornare a confrontarsi con il gruppo dei pari, con il giudizio degli altri e con le aspettative legate al rendimento.

L’ansia diventa più significativa quando non rimane limitata ai primi giorni, ma interferisce con la vita quotidiana del ragazzo.

 

COME SI MANIFESTA L’ANSIA SCOLASTICA?

 

Non sempre un adolescente dice apertamente di essere in ansia.

Può manifestarla attraverso comportamenti o sintomi fisici:

  • difficoltà ad addormentarsi o risvegli frequenti;
  • mal di testa o mal di pancia ricorrenti;
  • irritabilità e nervosismo;
  • pianto o forte emotività;
  • difficoltà a prepararsi per andare a scuola;
  • bisogno continuo di rassicurazioni;
  • paura di essere giudicato o di sbagliare;
  • calo della concentrazione;
  • tendenza a evitare interrogazioni, verifiche o situazioni sociali.

In alcuni casi il ragazzo può sembrare semplicemente “svogliato” o “oppositivo”. Dietro quel comportamento può esserci, invece, una difficoltà emotiva che non riesce ancora a esprimere chiaramente.

 

ANSIA DA PRESTAZIONE: LA PAURA DI NON ESSERE ABBASTANZA

 

Per alcuni adolescenti il problema non è la scuola in sé, ma la paura di non essere all’altezza.

Un voto negativo può essere vissuto non come un semplice risultato scolastico, ma come una conferma di non essere abbastanza bravi.

  • “Se prendo un brutto voto deluderò i miei genitori.”
  • “Gli altri sono più capaci di me.”
  • “Se sbaglio, tutti se ne accorgeranno.”

Questi pensieri possono alimentare un circolo di ansia, perfezionismo e paura dell’errore.

Anche il confronto con i coetanei sui social può aumentare questa pressione, soprattutto quando il ragazzo tende a confrontare la propria vita con quella apparentemente perfetta degli altri.

 

COSA POSSONO FARE I GENITORI?

 

Di fronte all’ansia di un figlio, la prima reazione può essere quella di cercare subito di tranquillizzarlo:

  • “Non hai niente di cui preoccuparti.”
  • “Vedrai che andrà tutto bene.”
  • “Devi solo impegnarti.”

Sono frasi comprensibili, ma non sempre aiutano.

Prima di cercare di eliminare l’ansia, può essere più utile cercare di comprenderla.

Possiamo chiedere:

  • “Qual è la cosa che ti preoccupa di più?”
  • “C’è qualcosa che ti fa paura quando pensi alla scuola?”
  • “Ti preoccupa di più lo studio o quello che penseranno gli altri?”

Ascoltare senza minimizzare permette al ragazzo di sentirsi compreso e può aiutare a individuare la difficoltà reale.

 

QUANDO L’ANSIA DA SCUOLA MERITA ATTENZIONE?

 

È opportuno approfondire la situazione quando l’ansia:

  • persiste nel tempo;
  • impedisce al ragazzo di andare a scuola;
  • interferisce con il sonno;
  • provoca frequenti sintomi fisici;
  • porta a evitare compiti, interrogazioni o situazioni sociali;
  • si accompagna a forte tristezza o isolamento;
  • compromette significativamente la vita familiare o scolastica.

Non è necessario aspettare che il disagio diventi molto intenso.

Un confronto con uno psicologo può aiutare a capire se si tratta di una normale difficoltà di adattamento oppure se dietro l’ansia scolastica c’è qualcosa che merita di essere affrontato più approfonditamente.

 

RIENTRO A SCUOLA: NON CHIEDIAMO SOLO “COME E’ ANDATA?”

 

Il rientro a scuola può essere un’occasione importante per osservare come sta realmente nostro figlio.

Più che concentrarsi soltanto su voti, compiti e rendimento, può essere utile interessarsi anche a come si sente, alle sue relazioni e alle eventuali preoccupazioni che sta vivendo.

Perché a volte un ragazzo non ha bisogno che gli venga semplicemente detto di “stare tranquillo”.

Ha bisogno di sentirsi dire:

“Se c’è qualcosa che ti preoccupa, possiamo parlarne.”

 

Presso Percorsi Psicologici ci occupiamo di bambini, adolescenti e famiglie, offrendo uno spazio di ascolto e di approfondimento per affrontare difficoltà legate all’ansia, alla scuola, alle relazioni e alla crescita.

Chiedere un aiuto psicologico non significa necessariamente che ci sia un problema grave. Può essere semplicemente un modo per comprendere meglio ciò che sta vivendo un ragazzo e aiutarlo a trovare le proprie risorse.

Percorsi Psicologici è presente a Sesto San Giovanni, Seregno e Cologno Monzese.