Anorgasmia e calo del desiderio

Il desiderio sessuale varia notevolmente da una persona all’altra e una riduzione temporanea dell’interesse sessuale (calo della libido) è comune.

Spesso è associata a problemi transitori come lo stress.

In altri casi, invece, il calo del desiderio sessuale rappresenta un sintomo di patologie vere e proprie.

La riduzione della libido può interessare sia gli uomini che le donne e può mettere a rischio la stabilità personale e di coppia.

E’ infatti strettamente connessa all’eccitazione e ad una soddisfacente vita sessuale e può essere anche conseguente all’anorgasmia.

L’anorgasmia, invece, è un disturbo sessuale che fa parte dei problemi relativi al piacere e indica la condizione in cui la persona è impossibilitata a raggiungere l’apice del piacere sessuale, sia nell’attività sessuale con il partner sia nell’autoerotismo.

Questo disturbo può colpire sia uomini che donne, malgrado sia un fenomeno più frequente nel sesso femminile.
 

Nome*
Sede di Riferimento*
Questo campo serve per la convalida e dovrebbe essere lasciato inalterato.

 
La maggior parte delle persone che ne soffrono si definisce insoddisfatta dalla propria vita sessuale, anche se non lamenta la mancanza di piacere avvertito sia in fase di eccitazione che durante i rapporti sessuali penetrativi.

Infatti, piacere ed orgasmo non sono sinonimi.

Un rapporto sessuale può essere considerato piacevole a prescindere dal raggiungimento dell’orgasmo.

Nell’anorgasmia, l’insoddisfazione non dipende dal tipo di stimolazione e viene spiegata come una sensazione di nervosismo e tensione, addirittura come il “non sentire niente”.

Sia che si tratti di calo del desiderio che di anorgasmia, è importante affidarsi ad uno specialista, indagando sia gli aspetti biologici, psicologici e culturali legati alla sessualità della persona che ne soffre.

Ogni persona cresce, infatti, in un contesto che può influenzare notevolmente la propria sessualità.

Rivolgersi ad uno psicoterapeuta è un passo importante per ritrovare il piacere perché indica innanzitutto la presa di coscienza del problema, senza nasconderlo a se stessi nè svalutarlo.