Psicologo Seregno Marco Santini

Il tema rischia di essere molto ampio e probabilmente questo post sarà solo il primo di una serie di altri post su questo argomento. Volevo, però, condividere alcuni pensieri fatti nei giorni scorsi in merito agli effetti psicologici derivati dallo smart working.

Qualche giorno fa stavo parlando con una mia paziente di come questa situazione che stiamo (ri)vivendo da alcuni mesi, ci abbia modificato il nostro modo di viverci.

Nella descrizione della sua giornata tipo, ormai diventata identica a tutte le altre con lo smart working (ossia il lavoro intelligente che però, piano piano, ci sta rendendo tutti poco smart!) ha raccontato di come si alzi tutti i giorni, meno vogliosa di lavorare perchè da casa tutto è uguale, anche l’abbigliamento si è standardizzato: una comoda tuta e zero trucco! Diversamente a quando, invece, prima curava più ogni singolo aspetto della sua persona.

Credo che questo esempio possa toccare diverse persone che sono nella stessa situazione.

Personalmente ritengo che questo comportamento non aiuti molto al sostegno del proprio Sè.  Attività come quelle, ad oggi, estinte nella mia paziente (che ho esortato a riprendere), risultano una deprivazione progressiva dei supporti che definiscono e regolano la propria identità.

“Dottore, che senso ha truccarsi, vestirsi bene se dopo rimani a casa al telefono o davanti a un pc?”. ”

“Capisco signora, ma lei per chi le faceva queste cose prima?”

Il senso di queste attività quotidiane, a mio avviso, sta nella cura del proprio Sè, che passa anche da queste piccole cose ma che assumono un grande valore, soprattutto quando rischiano di essere tolte (già abbiamo a che fare con coprifuoco, lockdown e zone rosse).

Per molti, già la presenza fisica nel proprio posto di lavoro è stata tolta, e con essa tutta una serie di piccole attività vitali che erano ad essa correlate (come per es. il caffè in pausa con i colleghi, un momento di svago e rigenerazione), se ci togliamo noi stessi gli ultimi baluardi delle attività che contribuiscono a costituire la nostra identità, rimarrà di noi, nel corso del tempo, solo un involucro vuoto che si sposta da una stanza all’altra tutto il giorno, svuotato di quella individualità che ci rende così unici e diversi da tutti gli altri.