depressione nell'anziano

Anziani tristi, malinconici, senza prospettive future e relazioni sociali … in poche parole, anziani depressi.

In effetti, si calcola che una depressione clinicamente significativa è riscontrabile nel 10% della popolazione anziana e raggiunge il 40% se si considerano le depressioni lievi.

Più frequentemente della popolazione giovane e adulta, gli anziani possono incorrere nella perdita della  salute, dell’efficienza fisica e sessuale, dell’autonomia, e talvolta dopo il pensionamento vengono meno il ruolo, il prestigio e la sicurezza economica di un tempo. Infine dal punto di vista relazionale, vi sono ulteriori perdite affettive, come la mancanza del coniuge, di parenti o amici intimi.

Tuttavia, perché una condizione di infelicità o sentimenti di tristezza e fluttuazioni transitorie dell’umore, comuni nella vita dell’anziano, si strutturino in un disturbo clinico, appaiono indispensabili anche altri fattori più specificamente correlati alla personalità del soggetto, alle sue capacità di adattamento e alla possibilità di contare su validi supporti psicosociali.

Tra gli anziani con patologie organiche la depressione è presente nel 25-40% dei casi, tra quelli ricoverati in ospedale è del 35-50% e tra i lungodegenti sale al 65%.

Tra le patologie più frequentemente associate a depressione vi sono alcune patologie della tiroide, diabete, alcune malattie autoimmuni, alcune infezioni virali quali epatite, HIV e tumori. Le principali malattie neurologiche in cui è frequente la presenza di depressione sono i disturbi cerebrovascolari, le demenze, le epilessie, la malattia di Parkinson, la Sclerosi Multipla e le cefalee.

I principali sintomi della depressione dell’anziano derivano anche da condizioni stressanti ambientali e dall’invecchiamento del sistema nervoso centrale. Ecco i principali sintomi della depressione dell’anziano:

  1. Umore triste, cupo, infelice, irritabile, senso di colpa, scarsa autostima;
  2. Funzioni cognitive-intellettive: Perdita di interesse, difficoltà di concentrazione, deficit di memoria, indecisione, allucinazioni, deliri;
  3. Comportamento: Rallentamento o agitazione psicomotoria, facilità al pianto, ritiro sociale, dipendenza, suicidio;
  4. Aspetti somatici (sfera fisica): Disturbi del sonno (insonnia o eccessiva sonnolenza), astenia, riduzione o aumento dell’appetito, calo o incremento ponderale, turbe gastrointestinali, riduzione della libido, sintomi fisici dolorosi.


In questi casi, oltre al consulto di un geriatra che può prescrivere una terapia farmacologica, il counseling con uno psicologo si costituisce come uno spazio di ascolto per la persona anziana, in cui esprimere le proprie emozioni e i propri pensieri senza il timore di essere giudicati.

Il supporto psicologico dell’anziano è risultato infatti efficace nel ridurre la sintomatologia depressiva e nel migliorare la qualità di vita della persona anziana.

A cura della Dott.ssa Manuela Fumagalli
Psicologa – Esperta in Neuropsicologia
Studio: via Monte Grappa 272 Sesto S. Giovanni (MI)